Del Piero saluta Sydney: in due anni ha cambiato il calcio australiano

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Ora è ufficiale: Del Piero lascia il Sydney. La conferma attraverso una lunga lettera di commiato pubblicata sul sito del giocatore. Del Piero chiuderà la sua avventura australiana il prossimo 10 agosto, “di fronte” alla Juventus, come capitano della A-League All-Stars. Lascia un segno profondo nel calcio australiano

Del Piero saluta i fan arrivo a Sydney

“Di fronte” alla Juventus. Finirà così, per un assurdo gioco del destino, la seconda vita sportiva di Del Piero. Un’avventura iniziata proprio con l’addio alla Juve, quasi due anni fa. Un addio doloroso che Del Piero avrebbe volentieri evitato, e che lo pose di fronte a una nuova sfida, “un nuovo livello da superare” dopo 19 anni con la stessa maglia. Al termine di una lunga estate da giocatore svincolato, Del Piero decise di ripartire da Sydney, a 15mila chilometri di distanza da Torino, scegliendo “qualcosa che non avesse punti di contatto con la Juventus”, per rispetto. E forse anche per scacciare la nostalgia e i ricordi di una vita bianconera.

Nuovo mondo, vecchie abitudini, come lo stesso Del Piero fece capire appena atterrato a Sydney: «Non sono venuto qui per finire la mia carriera ma per iniziarne una nuova». Una dichiarazione di intenti e un esercizio di professionalità che a distanza di due anni trova piena conferma nelle statistiche: 48 partite giocate su 55 totali, 24 gol segnati (1 gol/160 minuti) e 15 assist con la maglia degli Sky Blues, in un campionato sicuramente inferiore dal punto di vista tecnico e tattico rispetto alla nostra serie A, ma fisicamente durissimo – tanto che alcuni esperti, dopo l’addio alla Juve, glielo avevano vivamente sconsigliato, considerando l’età. Il contributo di Del Piero è comunque andato ben oltre il rettangolo verde, e ha riguardato in modo ancora più significativo la crescita generale della A-League, che dal suo arrivo ha visto incrementare in modo esponenziale i biglietti venduti, gli ascolti televisivi delle partite, la visibilità internazionale, il coinvolgimento degli sponsor. Ora la federcalcio australiana, con la quale Del Piero continuerà comunque a collaborare, dovrà lavorare per non disperdere il patrimonio accumulato negli ultimi due anni, e anzi per trasformarlo in un punto di partenza per il futuro. Certo è che, come ha scritto a caldo un tifoso del Sydney, Del Piero ha incredibilmente alzato l’asticella dei marquee player (i giocatori cioè che possono superare il tetto salariale imposto dalla lega), e tutte le future stelle del calcio che arriveranno in Australia dovranno farci i conti.

Da parte loro, Sydney e più in generale l’Australia – con la loro civiltà e cultura sportiva – hanno rappresentato l’habitat perfetto per Del Piero, che sui valori e sul rispetto, oltre che sul talento e sulla professionalità, ha costruito la propria carriera. The Italian Maestro, come lo hanno ribattezzato gli australiani, giocherà un’ultima partita a Sydney il prossimo 10 agosto. Non sarà una gara ufficiale, ma un’amichevole che sembra uscire da una sceneggiatura perfetta, perché metterà uno di fronte all’altro Del Piero, in veste di capitano della A-League All Stars, e la Juventus. Sarà un’occasione irripetibile, per gli australiani, di salutare il miglior calciatore della storia della A-League, e per il mondo juventino di riabbracciarlo dopo due anni. In fondo, nella sua seconda vita sportiva, Del Piero ha dimostrato proprio questo, di essere ormai oltre la maglia, oltre i colori, oltre le barriere del tifo, pur restando eternamente una bandiera bianconera. Come disse Federico Ferri durante il ritiro del Sydney a Jesolo, commentando la travolgente ondata di affetto verso il giocatore: “Del Piero ormai è il campione di tutti”.

 

Post scriptum. Con l’addio di Del Piero al Sydney questo sito conclude la sua funzione. I profili Twitter e Facebook resteranno attivi e continueranno a essere aggiornati; più avanti cambieranno il nome e il logo, in base alla scelta che prenderà Ale. Ci tengo a ringraziare sinceramente tutti quelli che mi hanno seguito e quelli che continueranno a farlo su Twitter e su Facebook. Anche per me è stata un’avventura: vi ringrazio di averne fatto parte. Nel segno del nostro capitano, One Love.

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